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Origamundi Teatro

associazione culturale

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Trasparenza

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Ogni anno, nella notte di Halloween, tantissime zucche prendono vita e, tra ragni e ragnatele, alberi dai rami rinsecchiti e cancelli cigolanti, accompagnano i bambini davanti alle porte delle case alla ricerca di dolcetti da sgranocchiare.

Tre di queste zucche, Kinki, Pumpy e Umky, si soffermano a raccontare una storia molto particolare: la vera storia di Halloween. Sì! La storia di Jack detto “Jack lo spilorcio” ovvero Stingy Jack! Jack era un fabbro irlandese, uno scommettitore, un taccagno, uno spilorcio golosone, un mangia dolcetti che nella vita non aveva mai combinato niente di buono e trascorreva tutte le sue giornate a bere nella locanda, riempiendosi la pancia.

Quando viene la sua ora, il diavolo va a prenderlo per portarlo all’inferno, dove era giusto che stesse. Jack, con la sua astuzia, riesce ad ingannarlo e ad ottenere una proroga sulla sua vita, ma in cambio di cosa? Niente poco di meno che… della sua anima!

Come continua la storia? Non ci resta che vedere in scena gli attori Alessandro Redegoso e Marco Secchi, diretti dal regista Alessandro Pani e coadiuvati da Filippo Salaris che, con le sue videoproiezioni, animerà le zucche fisicamente presenti nella scena che racconteranno la storia ai bambini. 

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Teatro al buio
Autore: Filippo Salaris


In breve:
Basta chiudere gli occhi per venire trasportati un mondo fatto di suoni e voci che creano ciò che non c’è, il teatro reale scompare per lasciar spazio a luoghi immaginari, vicini e lontani.
Dopo aver partecipato a questo spettacolo, quando gli amici vi chiederanno “Cosa avete visto?” voi potrete dire “Niente, ma ho riso tanto!”.


Sinossi dell’opera rappresentata
L’ambientazione è uno studio radiofonico, i vari attori vengono presentati e il pubblico riceve le informazioni necessarie a godere al meglio dello spettacolo.
Il pubblico viene invitato ad chiudere gli occhi e gli attori, avvicendandosi nel ruolo di narratori, dipingono il quadro storico in cui sono inserite le vicende, ovvero fine anni ‘80. Di seguito a questo prologo segue la narrazione vera e propria dell’ “Audiodramma a Teatro”.
Siamo a Villarena, piccola cittadina sulla costa occidentale della Sardegna. Andy, dj radiofonico di fama locale, decide di visitare una casa infestata situata sulla cima di una scogliera, un incredibile abuso edilizio. Si narra che a causa di quella casa si siano suicidate ben quattro persone, gettandosi dalla scogliera. Ad accompagnare Andy in questo viaggio è il Dottor Cannas, vecchio e sedicente esperto di paranormale che contribuisce con la sua “esperienza” nella caccia ai fantasmi. 

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Spettacolo divertente e coinvolgente che racconta la storia di una topolina in ribellione contro il genere umano.
ll punto di vista degli uomini sui topi non è certo lusinghiero: li ritengono animali che rosicchiano tutto, sporchi, portatori di malattie, e dunque vogliono il loro sterminio indiscriminato.
Il punto della topolina invece è completamente opposto: sono gli uomini che scaricano nei tubi delle loro case, sporchi liquami pieni di schiuma e sostanze tossiche che scorrono poi nelle fogne dove lei vive, assieme alla sua famiglia e i suoi compaesani, facendoli così ammalare.
Decisa ad avere il diritto di esistere e di essere anche riconosciuta carina nella sua morbida pelliccetta grigia, la topolina esige di essere trattata con rispetto. Tutti dovranno chiamarla Signora Topolina. Così esce dal suo universo sotterraneo, la fogna, con l’obiettivo di regolare i conti con gli uomini a iniziare da una pescivendola che la detesta.
Con gli umani desidera fortemente ristabilire un nuovo equilibrio ecologico basato sul rispetto, che permetta la convivenza tra la specie umana e l’immensa specie dei topolini, topi e toponi e tutti gli animali della terra!
Lo spettacolo è particolarmente adatto ai bambini che, coinvolti dalla simpatica topolina, saranno i portatori delle sue proposte. Capiranno che spesso sono gli umani a gettare nell’ambiente sostanze tossiche su tutto il pianeta. Tanti animali e tutto l’ambiente stanno infatti soffrendo per il comportamento di tutti noi.
Ma qualcosa può cambiare grazie ai bambini!

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Carrasecare, un testo scritto da Rita Atzeri (anche aiuto regia) per la regia di Giovanni Trudu. Mamuthones, Issoadhores, Boes, Merdules, Filonzana, Maschere nere, Attitadoras si ritrovano nell’Ade, e nell’attesa di tornare alla vita per compiere i loro riti, scoprono i rispettivi antenati mitologici, alle origini delle leggende sarde: Dioniso bambino mangiato dai Titani, Demetra e Persefone, le Parche. Capiscono di essere lì perché la terra si riposi e torni la primavera, perché l’uomo si stupisca dell’alternarsi delle stagioni e chieda aiuto a su Mere, il Signore, perché il raccolto sia propizio. Con Giovanni Trudu, Marco Secchi, Alessandro Redegoso. Costumi Chiara Carta.

 

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Premessa 

Histoire du soldat è un opera di musica da camera composta da Igor Stravinsky nel 1918 con un libretto in francese di Charles-Ferdinand Ramuz. Il pezzo originale è stato scritto per un settetto di violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, cornetta o tromba, trombone e percussioni ed eseguito per la prima volta il 28 settembre 1918. 

Il pezzo originale, diviso in due parti, aveva la durata tra i 35 e i 60 minuti. Racconta la storia di un soldato che scambia il suo violino con il diavolo in cambio di guadagni economici illimitati. Il pezzo è stato adattato in varie forme come balletti, spettacoli teatrali e film.

 

Lo spettacolo

La nostra edizione, riscritta da Gianluca Medas e ri-musicata da Riccardo Pittau è più giocosa e legata alla contemporaneità. Il diavolo nello spettacolo si trasforma nella figura simbolica del capitalismo e del pensiero finanziario che caratterizza la vita dei nostri giorni, mentre il soldato, di ritorno dalla guerra, si trasforma nell’uomo qualunque vessato e schiacciato da un potere molto più grande di lui. Lo spettacolo è indirettamente un grido di accusa contro un sistema che tutto ingloba in se e da cui non si può fuggire. L’allestimento scenico scarno e i costumi essenziali, realizzati da Ivano Cugia, completano il disegno del regista di realizzare uno spettacolo a metà strada tra la performance circense e le Barracas di  Lorchiana memoria.

 

Dattagli 

Dell’originale, lo spettacolo tiene come spina dorsale, il canovaccio, poiché viene realizzato con la tecnica usata dagli attori della commedia dell’arte, e cioè attraverso l’improvvisazione totale, questo per renderlo continuamente nuovo. I costumi e le scenografie sono minimalisti e non concedono nulla al colore, le musiche di Pittau bellissime, rafforzate da effetti elettronici, di momento in momento nel corso della performance si accompagnano ora drammaticamente ora con toni buffi la triste e comica vicenda del soldato Giuseppe.   

 

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scritto e diretto da Ivano Cugia

Interpreti: Sofia Quagliano, Daniele Pettinau, Ivano Cugia

Scenografia: Ivano Cugia

Pupazzi: Daniele Pettinau
Età consigliata: dai 6 anni in su


È uno spettacolo dedicato ai bambini, per far scoprire loro importanti personaggi storici che hanno vissuto e fatto la storia della Sardegna.

La protagonista della storia è la curiosa professoressa Longobardi, che attraverso l'utilizzo di un fantascientifico macchinario per viaggiare nel tempo “il simulatore di storia sarda”, interagirà con un Gran Sacerdote del popolo degli Shardana, un pastore nuragico inventore del canto a tenores, il soldato Josto figlio di Amsicosa, l'affascinate Giudicessa Eleonorad'Arborea.

 

 

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Va in scena il podcast “Booom!”, i due conduttori raccontano con entusiasmo le storie dorate del made in Italy, del boom economico, in particolare quelle dei grandi marchi del lusso, che hanno dato lustro alla nostra nazione, in contrapposizione ci sono le loro vite, due quarantenni disoccupati che si buttano nel mondo dei social per cercare di guadagnare con i nuovi linguaggi, i ritmi di questa moderna catena di montaggio sono estenuanti,  richiedono continuamente nuovi contenuti da immettere nei loro canali, sfide canore, esibizioni tersicoree sino alla svendita della loro privacy in cambio di qualche soldo. 

Ma sono troppo vecchi per il mondo dei giovani e forse troppo giovani per il mondo dei vecchi? Insomma, una tragedia… 

 

 

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Spettacolo di teatro ragazzi, prodotto da Anfiteatro Sud, Scritto e interpretato da Francesco Civile, con Ivano Cugia, racconta le vicende due giovanissimi amici, Vittorio e Luigi, nati e cresciuti a Malaterra quasi cento anni fa.

Malaterra è un luogo cupo e oscuro completamente circondato da una palude. I ragazzi sognano di partire e vivere in luoghi meravigliosi, crescere lavorare e fare fortuna,  ma sono ancora troppo giovani, perciò, l’unica cosa che possono fare per essere felici, è sognare.

Decidono allora di incontrarsi ogni mattina in modo che l’uno possa raccontare all’altro il sogno più bello fatto la notte precedente.

Ma un giorno Luigi racconta a Vittorio un sogno davvero particolare, diverso da tutti gli altri, un sogno così vicino alla realtà che a loro sembrerà quasi di poterlo vivere per davvero… Appaiono misteriosi compagni di viaggio, i fenicotteri Occhiovispo e Chiappestrette, e il corvo Brentiscedda.

 

Spettacolo allegro e poetico dedicato dai sei anni e alle famiglie. Scritto e ispirato alla laguna di S. Gilla e alla nascita della salina, la scrittura di Francesco lascia intendere quanto la natura sia madre da tutelare e custodire per proteggere le nostre stesse vite. Del resto…“Come possiamo essere sani in un mondo malato?” (Papa Francesco)

 

 

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