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PROGRAMMAZIONE 2008/2009
LABORATORIO DI REGIA TEATRALE
Diretto da Domenico Polidoro
RASSEGNA DI CINEMA D'AUTORE
Sguardi su presente e passato
GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO
Peppe Podda & Sos Compares Tattharesos
PINTER NON L'AVREBBE MAI SCRITTO
Commedia in lingua sarda campidanese
PO!EH!SI!AH!
Un viaggio nella poesia italiana
   
 

1/10 OTTOBRE 2009
SALA MAURO LAI | VIA ITALIA 3 | CAGLIARI PIRRI

Allievo di Luca Ronconi e Andrea Camilleri, direttore dei corsi di regia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, regista di interpreti come Marisa Fabbri e Sergio Castellitto, Domenico Polidoro guida attori, registi e drammaturghi nel mondo del “Prometeo incatenato” di Eschilo. Il più stimolante mito greco dell’uomo che viola i segreti della natura, che ruba il fuoco al cielo per rischiarare il mondo.

Il laboratorio è indirizzato a tutte le figure professionali impegnate nel campo teatrale (registi, drammaturghi, attori, scenografi, scenotecnici) ma anche a chi, senza esperienze pregresse, voglia confrontarsi con i diversi livelli dell’esperienza teatrale relativa alla messinscena.

Il lavoro del Laboratorio sarà interamente rivolto al tentativo di comprendere, guidati dalla mano esperta del Maestro Domenico Polidoro, il testo di Eschilo per estrarne la sostanza teatrale. Polidoro suggerirà, indicherà le diverse possibilità di come tradurre alla vita materiale della scena la vita ideale del libro e del mito di Prometeo.

Il Laboratorio, analizzando il testo teatrale, nella traduzione di Roberto Portas, si articolerà intorno all'approfondimento contemporaneo di due parti: la prima, relativa al processo produttivo di uno spettacolo, attraverserà in profondità le problematiche del sistema, delle prove e della formalizzazione. La seconda, prendendo in considerazione il processo relativo all'interpretazione, approfondirà l'attraversamento che dall'idea porta alle pratiche sceniche.

Poema dell’ambiguità massima: inestricabilità di Divino e Umano in Prometeo, essere incatalogabile, personificazione del Confine come poi Cristo. La parola corre fulminea lasciando tutto fermo: non accade niente,solo teatro. Il Dolore come unico strumento di
conoscenza e sorgente della parola poetica, sapienza tragica da tradurre perciò continuamente in nuove parole e gesti scenici che la richiamino da lontano, facendola stridere con la cronica mancanza di intensità tragica dell’uomo del Consumo, narcotizzato dalle tragedie che lo assediano.

PROGRAMMA COMPLETO
CHI E' DOMENICO POLIDORO
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IL TEATRO E IL SUO SPAZIO XVIII EDIZIONE
Un progetto Origamundi a cura di Raffaele Chessa
in collaborazione con:








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