1/10 OTTOBRE 2009
SALA MAURO LAI | VIA ITALIA 3 | CAGLIARI PIRRI
Allievo di Luca Ronconi e Andrea Camilleri, direttore dei corsi
di regia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica
“Silvio D’Amico” di Roma, regista di interpreti
come Marisa Fabbri e Sergio Castellitto, Domenico Polidoro guida
attori, registi e drammaturghi nel mondo del “Prometeo
incatenato” di Eschilo. Il più stimolante mito
greco dell’uomo che viola i segreti della natura, che
ruba il fuoco al cielo per rischiarare il mondo.
Il laboratorio è indirizzato a tutte le figure professionali
impegnate nel campo teatrale (registi, drammaturghi, attori,
scenografi, scenotecnici) ma anche a chi, senza esperienze pregresse,
voglia confrontarsi con i diversi livelli dell’esperienza
teatrale relativa alla messinscena.
Il lavoro del Laboratorio sarà interamente rivolto al
tentativo di comprendere, guidati dalla mano esperta del Maestro
Domenico Polidoro, il testo di Eschilo per estrarne la sostanza
teatrale. Polidoro suggerirà, indicherà le diverse
possibilità di come tradurre alla vita materiale della
scena la vita ideale del libro e del mito di Prometeo.
Il Laboratorio, analizzando il testo teatrale, nella traduzione
di Roberto Portas, si articolerà intorno all'approfondimento
contemporaneo di due parti: la prima, relativa al processo produttivo
di uno spettacolo, attraverserà in profondità
le problematiche del sistema, delle prove e della formalizzazione.
La seconda, prendendo in considerazione il processo relativo
all'interpretazione, approfondirà l'attraversamento che
dall'idea porta alle pratiche sceniche.
Poema dell’ambiguità massima: inestricabilità
di Divino e Umano in Prometeo, essere incatalogabile, personificazione
del Confine come poi Cristo. La parola corre fulminea lasciando
tutto fermo: non accade niente,solo teatro. Il Dolore come
unico strumento di
conoscenza e sorgente della parola poetica, sapienza tragica
da tradurre perciò continuamente in nuove parole e
gesti scenici che la richiamino da lontano, facendola stridere
con la cronica mancanza di intensità tragica dell’uomo
del Consumo, narcotizzato dalle tragedie che lo assediano.
IL TEATRO E IL SUO SPAZIO XVIII EDIZIONE
Un progetto Origamundi a cura di Raffaele Chessa
in collaborazione con:
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